La “Formae vitae”… una cum sororibus meis…

Libro

Al centro della Regola (VI,1-9) l’eco della voce di Chiara d’Assisi risuona in queste parole:

«Dopo che l’Altissimo Padre celeste per sua grazia si fu degnato di illuminare il mio cuore, perché seguendo l’esempio e l’insegnamento del beatissimo padre nostro san Francesco facessi penitenza, poco dopo la sua conversione, insieme con le mie sorelle volontariamente gli promisi obbedienza.
Considerando poi il beato padre che non temevamo nessuna povertà, fatica, tribolazione, abbassamento e disprezzo del mondo, che anzi li consideravamo come grandi delizie, mosso da benevolenza scrisse per noi una forma di vita in questo modo:
“Poiché per divina ispirazione vi siete fatte figlie e ancelle dell’altissimo sommo Re, il Padre celeste, e vi siete sposate allo Spirito Santo scegliendo di vivere la perfezione del Santo Vangelo, voglio e prometto di avere sempre per voi come per loro, per mezzo mio e dei miei frati, cura diligente e sollecitudine speciale”…».

Sulla via tracciata da Chiara di Assisi nella “Formae vitae” cerchiamo di vivere la collaborazione e la corresponsabilità “in santa unità e nel rispetto dei talenti di ognuno”.

Le nostre relazioni dicono che è ancora possibile scommettere sull’amore.


Per questo ci impegniamo a coniugare fermezza e dolcezza, autorità 
ed empatia, responsabilità e libertà, autonomia e affidamento.

Rispondiamo all’intolleranza con l’esserci sempre l’una accanto all’altra e insieme, come fraternità, nel cuore degli uomini e delle donne del nostro tempo, in dialogo con tutti coloro che bussano ai nostri Monasteri.